Articolo pubblicato su Bio Guida il 13 marzo 2013
Il mese dicembre è un mese particolare: si celebra la festa più importante dell’anno, si chiude con il vecchio e ci si appresta al nuovo, ci si ritrova e ci si raccoglie, brindisi e riunioni familiari davanti a tavole imbandite, un mix di tradizione e trasgressione alla ricerca di antichi sapori ormai dimenticati rispolverando ricordi e aneddoti. Pranzi e cene interminabili dove spesso si finisce per esagerare e dopo i quali ci si ritrova inevitabilmente con il poco entusiasmo e la scarsa vitalità del dopo sbronza, quando la festa è finita.
Soprattutto per evitare di arrivare a livelli di rendimento e stanchezza disastrosi, il nostro corpo e il nostro istinto ci indicano di correre ai ripari il prima possibile approfittando anche dell’inizio del nuovo anno, che di solito si accompagna a buoni propositi e voglia di dedicarsi seriamente a prenderci cura di noi stessi.
Oltre a del sano esercizio fisico, possiamo scegliere di assecondare le esigenze del nostro organismo che in questi giorni a seguito delle libagioni sembra prediligere cibi più salutari, più leggeri e meno conditi del solito.
Se decidiamo di ascoltare il nostro corpo, questo può essere il periodo più adatto per sperimentare una pratica antichissima, naturale e rigenerativa, purificatrice e rivitalizzante, oltreché guaritrice, quale è il digiuno.
Cosa si intende per digiuno
Per digiuno si intende un periodo di tempo variabile, che va da pochi giorni sino a qualche settimana, durante il quale ci si alimenta delle proprie riserve nutritive assumendo solamente liquidi. Tali riserve non sono solo l’adipe: infatti le riserve nutritive di un individuo vanno ben oltre il grasso stesso, comprendendo sali minerali, vitamine, proteine e zuccheri. Ad esempio esistono riserve di vitamine del gruppo B che coprono il fabbisogno di svariati mesi.
Durante il digiuno, quindi, ci si alimenta con sostanze nutritive endogene, cioè interne al nostro organismo, invece di utilizzare il cibo che prendiamo dall’esterno.
Va ricordato che l’organismo umano così come quello animale, ha una capacità innata di adattarsi a questa condizione, anzi il digiuno costituisce per l’organismo un potentissimo alleato per prevenire le malattie e per guarire.
Chi non conosce il digiuno è convinto di una serie di luoghi comuni al riguardo, come ad esempio la questione riguardante le proteine e i corpi chetonici. Sostenendo che il cervello ha bisogno di zuccheri e che l’organismo li può produrre solo utilizzando le proteine, costoro non sono al corrente degli studi scientifici che dimostrano che il cervello è dotato di un complesso enzimatico in grado di trasformare in zuccheri gli scarti del grasso, cioè i corpi chetonici.
E’ sufficiente domandare a queste persone quali sono gli studi scientifici a cui fanno riferimento e, soprattutto, nel caso si trattasse di un medico o di un nutrizionista, è sufficiente domandargli quante persone a digiuno abbia seguito nella sua carriera professionale (così si scoprirà che non ne ha seguita nessuna).
L’altra obiezione da parte di chi non conosce il digiuno, è che il peso che si perde sia soprattutto in acqua ma in realtà l’acqua non si perde in quanto il digiuno produce una imponente reidratazione cellulare, similmente al processo di “osmosi inversa” che si utilizza per depurare le acque.
Tanti sedicenti “esperti” che nella loro vita non hanno mai digiunato e non hanno mai visto una sola persona digiunare, improvvisano tesi contrarie ad una pratica salvavita che la natura in primis mette in atto spontaneamente sia durante i periodi di carestia che durante la malattia. Il digiuno è una vera e propria terapia nel senso che consente al corpo di liberarsi di tutte le tossine acquisite per cause diverse ed accumulate nel tempo: poiché durante il digiuno ci si nutre solo di liquidi è evidente che si perda anche del peso ma questo effetto non tende a perdurare. Digiunare ci offre l’opportunità di “resettare” le istruzioni che abbiamo dato al nostro organismo fino a quel momento e di ripartire, terminato il digiuno, con altre regole nutritive, personalizzate ma in ogni caso consone alla propria specie.
Per mezzo del digiuno si determinano quindi non solo un dimagrimento reale ma soprattutto una purificazione dell’intero organismo e, in caso di malattia, spesso si verifica la guarigione: evento questo che dovrà essere supportato nel tempo da uno stile di vita idoneo, a partire dalla corretta alimentazione.
Come praticare il digiuno
In realtà non ci sono regole fisse, né per quanto riguarda la durata, né per quanto riguarda la tipologia dei liquidi che si possono assumere, né per quanto riguarda l’opportunità di accompagnare questo periodo di astensione dal cibo con delle pratiche naturali atte a favorire e velocizzare l’eliminazione delle tossine.
Diciamo che se non sussistono in partenza problemi seri di salute, chiunque è in grado di decidere da sé per quanto tempo protrarre il digiuno e cosa bere, dall’acqua ai centrifugati freschi di frutta e verdura, dalle tisane ai brodo vegetali filtrati, magari documentandosi un po’ e leggendo i risultati di chi lo ha praticato a lungo e ha seguito molte persone in questa pratica (es. i testi del prof. Arnold Ehret)
Altro discorso quando si tratta di una persona con una patologia grave in atto, non perché in questo caso non sia consigliabile digiunare, anzi, ma perché in caso di malattia la digiunoterapia e il conseguente processo di disintossicazione vanno attentamente monitorati e supportati da pratiche per favorire l’eliminazione all’esterno delle tossine che altrimenti, per effetto del processo di auto pulizia e di svuotamento dell’intestino, potrebbero essere dismesse nel circolo ematico e peggiorare lo stato di acidosi.
Per portare alla guarigione il digiuno deve andare di pari passo con un programma alimentare strettamente vegetariano, così come la scienza ufficiale ha ormai riconosciuto nella pubblicazione del più grande studio mondiale sulle relazioni tra salute, malattia e alimentazione (The China Study – C.Campbell) : l’interazione fra digiuno e alimenti vegetali (che non producono muco) è determinante nel processo di guarigione e questa interazione porterà inizialmente la persona apparentemente sana attraverso un processo di purificazione che viene chiamato malattia.
Va da sé che in caso di una patologia grave precedentemente in atto, l’effetto della disintossicazione potrebbe essere più intenso e quindi la dieta e la pratica del digiuno andranno monitorate con attenzione da parte di operatori esperti.
Vantaggi del digiuno
Il digiuno, soprattutto se accompagnato dalla pratica del lavaggio intestinale mediante idrocolonterapia o anche da semplici clisteri di pulizia, offre diversi benefici:
1) favorisce il riposo degli organi.
2) permette agli organi preposti all’eliminazione delle tossine di terminare e completare il lavoro di disintossicazione, e ne favorisce le funzioni.
3) libera il tubo digerente dalle tossine e favorisce lo svuotamento del colon dal materiale di ristagno, soprattutto dal muco
4) favorisce la disintegrazione e il riassorbimento di grasso, tessuti malati, cisti, tumori, ascessi.
5) ringiovanisce le cellule e i tessuti
6) migliora le funzioni di tutto l’organismo e ne aumenta la vitalità
7) decondiziona la mente dall’attaccamento al cibo
8) fortifica e chiarifica lo spirito.